Si tratta del più celebre dipinto di Velázquez,
accolto come summa della sua opera sin dal momento della consegna. La scena
è organizzata in un ambiente che è quello dello studio del pittore a corte,
mentre lo stesso Velázquez è al lavoro, davanti a una grande tela, intento
a ritrarre l'infanta Margherita e il suo seguito di damigelle e di nani; l'arrivo
improvviso del re e della regina, che l'artista idealmente colloca nella stessa
posizione dello spettatore, come appare dall'immagine riflessa nello specchio
di fondo, interrompe la posa e tutti, dal pittore alla principessa, al gentiluomo
che si allontana nel vano luminoso della porta, quasi s'inchinano davanti
ai reali, cioè davanti al pubblico.
Il gusto seicentesco per lo scambio tra realtà
e finzione è interpretato con insuperata maestria: Velázquez (contemporaneamente
autore e fruitore) sta dipingendo proprio ciò che vediamo. Impareggiabile
appare anche il trattamento della materia, con l'impiego di tocchi di colore
liquido e di macchie pastose che suggeriscono le forme più che disegnarle.
Il re fece collocare la tela nei suoi appartamenti privati all'Alcazar e,
grazie a tale ubicazione isolata, essa scampò all'incendio del 1734.